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Monte Fasce

Il Monte Fasce fu sede nel ‘700 di alcuni scontri tra le truppe francesi ed austriache che si allargavano sui monti nell’intento di riprendersi Genova. Altri piccoli combattimenti ebbero luogo all’epoca dell’assedio di Genova del 1800, quando il generale Massena era assediato nella città, circondato dalle truppe dell’alleanza antinapoleonica. Di questi eventi resta il nome del retrostante Monte Bastia, subito a Nord del Monte Fasce, dove per bastia si intende un fortino di costruzione provvisoria, realizzato con trincee e avvallamenti di protezione in terra e fascine.

Attorno al 1821, nei primi anni del dominio sabaudo su Genova, il colonnello Giulio d’Andreis, cui si devono le architetture di miglioria delle fortificazioni genovesi nel primo Ottocento, progettò sui crinali che andavano dal Monte Moro al Monte Fasce, e da qui ai monti Bastia e Riega, una serie di torrette-fortino simili a quella costruita a monte del Forte di Quezzi. La linea fortificata, che avrebbe dovuto occupare questi crinali con costruzioni a distanze costanti, non venne mai realizzata per gli alti costi necessari.

Una pendice del Monte Fasce, il Monte Borriga detto del Liberale, deve il suo nome all’appellativo (‘Liberale’) con cui il fondatore dell’omonima osteria, ivi locata, veniva chiamato nell’ambiente portuale genovese di fine ‘800 dai compagni di lavoro. Tale origine, oltre che riportata oralmente da una sua discendente (Ada Barbagelata), è anche sostenuta e ben documentata sullo stesso sito internet della trattoria. Comunque sia, nei pressi di questa, durante un vasto raduno di repubblicani, l’avvocato Canale tenne il suo infervorato discorso filo-mazziniano negli anni ’50 dell’Ottocento, discorso che fu all’origine di un noto processo in tribunale.

Il Monte Moro, il cui rilievo si stacca a sud del Monte Fasce, divenne sede di una serie di fortini militari a cominciare dal tardo Ottocento. Per collegare questi alla città venne realizzata la strada militare che partendo dalla valle Sturla e passando per Apparizione, vi arrivava con un percorso di mezza costa a quota ribassata sul pendio meridionale del Monte Fasce. Tale strada, venuto meno l’uso militare, è rimasta come strada turistica del Monte Moro. All’epoca della seconda guerra mondiale venne costruita una serie di bunker e postazioni di cemento armato, che dall’abitato di Quinto arrivavano alla vetta del Monte Moro. Poco più sopra, sul crinale che collega la vetta del Monte Moro al Monte Fasce, venne realizzata una piazzola per la contraerea.

Sul fortino della vetta del Monte Moro venne aperta negli anni sessanta una trattoria molto frequentata per le scampagnate domenicali ma attualmente dismessa. La vetta del Monte Moro nel secondo dopoguerra fu oggetto di rimboschimenti con pini marittimi, purtroppo più volte danneggiati da incendi dolosi.

In seguito alla presunta apparizione della Vergine al padre benedettino Bonaventura (Renato Raschi 1902-1987) nel 1962, vennero costruiti sulla vetta del Monte Borriga un monastero ed una chiesa. Il complesso religioso prende il nome di Oasi della Pace. In seguito anche un altro veggente, esterno alla chiesa, raccolse negli anni ottanta enovanta alcuni gruppi di credenti in raduni mensili nella zona per ulteriori presunte apparizioni della Vergine.

Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Fasce

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